(25-26
maggio 2006) Dal sito del giornale «Il
tempo» la cronaca della conferenza di presentazione di Giacomo
Puccini, atto II fa emergere qualche
garbata voce di dissenso, che registriamo:
A TORRE DEL
LAGO
Puccini, nuovo teatro contestato dagli eredi
di PAOLO CALCAGNO
INTERVENTO polemico di Simonetta
Puccini alla presentazione del Concerto Evento 2006 Giacomo
Puccini Secondo Atto, alla Scala di Milano. La
nipote del grande compositore ha dapprima ringraziato
il Comitato Nazionale per le Celebrazioni Pucciniane,
presieduto da Bruno Ermolli, e quanti hanno
collaborato (fra cui lassessore della Cultura
di Milano, Stefano Zecchi) alla realizzazione del
secondo appuntamento del Gran Teatro allaperto
di Torre del Lago Puccini, fissato per il prossimo 18
giugno. Subito dopo, Simonetta Puccini ha replicato
criticamente allassessore alla Cultura di
Viareggio, Cristina Boncompagni, che aveva annunciato
il progetto della costruzione di un nuovo, grande
Teatro a Torre del Lago, capace di 3.200 posti, entro
il 2008, in tempo per ospitare il quarto e ultimo
Concerto della tetralogia pucciniana affidata al
maestro Riccardo Chailly, allOrchestra
Filarmonica e al Coro della Scala. «Sono grata a
tutti voi per il lavoro svolto ha dichiarato Simonetta Puccini,
anima della Fondazione Festival Pucciniano ma sul nuovo teatro già in
costruzione a pochi passi dalla Villa di Torre del
Lago esprimo le mie riserve. Si poteva collocarlo in
una posizione diversa ed evitare di abbattere gli
alberi, che sono stati eliminati per fargli posto, e
di piantare i piloni di cemento nel lago». Il
versante artistico della manifestazione
lucchese-milanese, che propone arie note e meno note
di Puccini, è stato commentato da Chailly: «Il
programma è uninteressante indagine sulla
costruzione della grande e magnetica personalità di
Giacomo Piccini. Si comincia con lo sconosciuto Preludio
del secondo atto di "Manon Lescaut",
una pagina curiosa e rivelatoria che il grande
maestro scrisse nel 1892». Di altissima qualità il cast
di cantanti, con il soprano Ines Salazar, il tenore
Fabio Sartori, i baritoni Giorgio Surian e Domenico
Colaianni.
venerdì 26 maggio 2006
Anche «Il giornale» (n. 122, 25 maggio
2006) dà la notizia, ma lestensore sembra più
preoccupato da altri dettagli (tanto che definisce
inedito un brano pubblicato, qual è il Preludio atto
II di Manon Lescaut):
A Torre del
Lago anche un inedito pucciniano
Il 18 giugno Chailly dirigerà pagine note e un
atto mai inscenato della «Manon Lescaut»
di ALBERTO CANTÙ, da Milano
Il «primo atto»: La conquista di uno stile, dai
Preludi sinfonici a «Manon Lescaut» sarà un
cd da collezione 1000 esemplari pubblicato da Ricordi che ha
riversato il concerto pucciniano tenuto dalla
Filarmonica della Scala e da Riccardo Chailly a
Lucca, nella Basilica di San Frediano, lo scorso
ottobre.Va avanti, intanto, la «tetralogia» come si
è voluta definire una «panoramica» in quattro atti
e quattro anni dal primo allestremo Puccini.
Nel Foyer Toscanini della Scala, Bruno Ermolli,
presidente del «Comitato nazionale celebrazioni
pucciniane», ha presentato, con la consueta bravura
e misura, il «secondo atto» pucciniano: il 18
giugno, nel Teatro allaperto di Torre del Lago,
con Filarmonica e coro di Gabbiani, Chailly sul podio
e quattro voci soliste: Ines Salazar, Fabio Sartori,
Giorgio Surian e Domenico Colaianni. Pagine
notissime, pagine rare e un inedito: il preludio atto
secondo di Manon Lescaut (la partitura viene
dal Conservatorio di Napoli) che poi il compositore
decise di omettere e che sintetizza vari momenti
musicali e drammatici dellatto. Lavori
giovanilissimi il Mottetto per San Paolino
(20 anni) e un Adagetto (25
anni) decifrato, revisionato e concluso (un accordo
di si bemolle) da Chailly e poi ripreso in Edgar.
Il maestro milanese dirigerà anche pagine a tutti
care da Manon Lescaut, appunto, dalla Bohème
(finale quadro primo con la presentazione di Mimì e
Rodolfo) e da Tosca (finale atto primo: da
«Mario! Mario!» al Te Deum corale).Lassessore
al Comune di Viareggio parla del nuovo teatro di
Torre del Lago da 3200 posti che, in luogo di un
villaggio turistico, aprirà di qui a due anni e
sarà la nuova sede del Festival Pucciniano (sono
previsti un Auditorium da 800 posti e uno spazio
museale). Enel, Poste italiane, Fondazione Banca del
Monte di Lucca dicono «un onore» e «un dovere»
essere sponsor. Ermolli anticipa il futuro
prossimo di una Fiction della Rai su Puccini
(si parla del 2008) e duna rassegna dei film
che hanno per oggetto il «Sor Giacomo».
(19
giugno 2006) «Il giornale» dà notizia del concerto Giacomo
Puccini, II atto:
Inaugurato
ieri il festival pucciniano [redazionale]
Ieri si è inaugurata la Cinquantaduesima edizione
del Festival Puccini a Torre del Lago. «Il festival
è ormai un evento nazionale e internazionale ha detto Manrico Nicolai, presidente
della fondazione del festival ; appena conclusa la stagione qui, si
parte prima per Shanghai, poi per Pechino e Hong
Kong. Cè la Milano che conta e che, speriamo,
si ricordi di noi quando si dovrà costruire il Parco
della Musica». Tra i presenti il presidente
dellEnel Piero Gnudi, il prefetto di Milano
Gian Valerio Lombardi, il direttore di Raiuno
Fabrizio Del Noce, Agostino Saccà, direttore di Rai
Fiction, il presidente del Comitato nazionale
Celebrazioni pucciniane Bruno Ermolli
Peccato che il foglio non sprechi nemmeno
una parola per far sapere come fosse lesecuzione, e
come si sia comportato il Maestro Niksa Bareza, chiamato
al difficile compito di sostituire un talento come quello
di Riccardo Chailly
(20 giugno 2006) È nuovamente «Il giornale» a
offrire il resoconto del concerto Giacomo Puccini, II atto, e finalmente arriva un
po di cronaca (anche se oggi, per fortuna, definire
«rarissima» La rondine è per lo meno
eccessivo):
Tutto il
mondo di Puccini minuto per minuto
di FRANCESCO ERMINI POLACCI
da Torre del Lago
Torre del Lago, dimora prediletta da Giacomo Puccini,
ha ospitato con successo il concerto-omaggio al
grande musicista promosso dal Comitato Nazionale
Celebrazioni Pucciniane 2004-08, alla presenza di un
folto pubblico e di un parterre di
personalità che includeva la nipote del maestro
Simonetta Puccini, Carlo Rossella, Agostino Saccà,
Fabrizio Del Noce, Umberto Veronesi, Antonella
Boralevi. Era il secondo appuntamento, annunciato
dalleloquente titolo «Giacomo Puccini, II Atto: la rivelazione del genio», di
una tetralogia, iniziata lo scorso autunno a Lucca e
destinata a culminare nel 2008, data che segna il
centocinquantesimo anniversario della nascita di uno
dei compositori più amati del pubblico: iniziativa
degna di attenzione in mezzo ad un panorama musicale
spesso desolante, mirata a sottolineare il ruolo di
spicco nella musica italiana del Novecento e la
fisionomia internazionale di Puccini, come ricordato
dal presidente del Comitato Bruno Ermolli
allinizio della serata. A dirigere la
Filarmonica della Scala doveva esserci per
loccasione Riccardo Chailly, ma in seguito ad
un'improvvisa indisposizione il maestro ha dovuto
passare il testimone all'amico Niksa Bareza, allievo
del grande Matacic, già ospite della Scala per La
Bohème e prossimo a ritornarvi per Tosca.
Invariato invece il programma, costruito intorno ai
momenti più celebri di quelle opere che rivelarono
in modo definitivo al mondo la personalità geniale
di Puccini, ossia Manon Lescaut, Bohème
e Tosca, ma anche alle rarità offerte dal Preludio
Atto II di Manon
(accantonato poi da Puccini nella stesura
dellopera così come la conosciamo oggi), dal
giovanile Mottetto Plaudite Popoli scritto a
ventanni per la festa del patrono di Lucca S.
Paolino e dal sorprendente Adagetto, solo di
qualche anno successivo, intessuto da un tenero
lirismo al quale Puccini ricorrerà ancora per
laria di Fidelia nel terzo atto di Edgar
(la versione eseguita era quella strumentata e
rivista da Chailly). A questo mondo pucciniano così
composto Bareza si è avvicinato con un respiro
disteso ed un lirismo soffuso che giustamente
rinnegavano quelle trivialità purtroppo spesso
riservate a Puccini, ricercando preziose sfumature e
sonorità in filigrana che la Filarmonica della Scala
gli consegnava con impeccabile magistero sempre
terse, luminose e ben rifinite. Di qui
unangolazione interpretativa che valorizzava
Puccini soprattutto nelle sue pieghe più
introspettive e delicate (come nellAdagetto,
risolto con toccanti accenti pudici, o nelle pagine
di Bohème, bagnate da una soffusa luce
lunare), magari talvolta mancante di un necessario
mordente drammatico ma senz'altro idonea a creare il
miglior ambiente possibile per accogliere il canto
dei solisti. I quali erano il soprano Ines Salasar
(Manon, Mimì, Tosca), lodevole nelle sfaccettature
espressive del canto, Massimiliano Pisapia (Des
Grieux, Rodolfo, Cavaradossi), tenore dalla fluida e
luminosa musicalità, il baritono Giorgio Surian
(Scarpia, solista nel Mottetto), un po
sfocato nella potenza timbrica ma sempre autorevole
nello scolpire le interpretazioni, questultimo
affiancato nel grande finale primo di Tosca
dal sagrestano comunicativo e disinvolto del baritono
Domenico Colaianni. Il concerto schierava anche il
ben partecipe Coro Filarmonico della Scala e le
efficaci voci bianche del Festival Puccini Cappella
di Santa Rita. Ed è stato un preludio di lusso
allimminente cartellone del Festival Puccini artisticamente curato da Alberto
Veronesi che questanno
impaginerà (dal 20 luglio) Butterfly, Tosca,
Bohème e la rarissima Rondine.
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