Centro studi GIACOMO PUCCINI
Rassegna stampa

Il finale di Turandot
secondo Luciano Berio
(settembre 2002)

 

 

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aggiornamento: 25 giugno 2006 (MG)

 


Casa Ricordi ha incaricato il compositore Luciano Berio di mettere mano sugli appunti lasciati da Puccini nel momento della morte a Bruxelles (29 novembre 1924), e di rifare il finale che, allora, aveva completato Franco Alfano. Per un riepilogo della questione si leggano la voce «Turandot» del Dizionario dell’opera (Baldini e Castoldi, 1996), l’ultimo paragrafo della monografia di Michele Girardi (Giacomo Puccini. L’arte internazionale di un musicista italiano, Venezia, Marsilio, 20002, pp. 475-484) e una riflessione successiva, in due tempi, dello stesso autore (Turandot, tra chinoiserie ed esperimenti di drammaturgia musicale, relazione pronunciata al convegno internazionale di studi Intorno a Turandot. ‘Orientalismo’ fra musica e suggestione letteraria, Torino, 11 giugno 1998, e Turandot, palingenesi del melodramma, in Turandot di Puccini, Napoli, Teatro San Carlo, Stagione lirica e di balletto 2002, pp. 13-19).
Chi volesse aprofondire aspetti legati alla ricezione può consultare utilmente le
Notes on «Turandot», tratte dalla storia del Metropolitan Opera, dove si affronta anche la questione spinosa dei diritti d’autore: per avere un’idea della popolarità del lavoro basta consultare Operabase, dove si trovano tutte le recite programmate di qui in poi. Di diritti dautore hanno discusso molto animatamente (già nel gennaio del 2000), e con intelligenza critica, anche i melomani francesi (opéraphiles: OPÉRA FR): vale perciò la pena di leggerli.
La prima mondiale della rinnovata Turandot è andata in scena allopera di Los Angeles (25 maggio 2002), seguita da quella europea allo Het Muziektheater di Amsterdam (1° giugno 2002), e dalle recite al Festival di Salisburgo (7 agosto 2002: vedi le informazioni nel sito a cura di Ulrich Schreiber, in tedesco, e in inglese). Lintero atto terzo, col nuovo finale, era stato eseguito in forma di concerto al Festival delle Canarie (vedi il programma): per saperne di più si può leggere il saggio Il nuovo finale di Turandot: note sul rifacimento di Luciano Berio, di Marco Uvietta, pubblicato sul programma di sala (e qui in in italiano).

Ecco una breve rassegna stampa sull
avvenimento:

Turandot a Las Palmas:
«Mundoclasico.com»
«La Stampa», 12 gennaio 2002 (intervista a Luciano Berio di Sandro Cappelletto)
«Il Corriere della sera», 26 gennaio 2002 (Enrico Girardi)
«la Repubblica», 29 gennaio 2002 (Michelangelo Zurletti)
«il Giornale della musica», XVIII/179, febbraio 2002, p. 5 (intervista a Luciano Berio di Elisabetta Torselli)

Turandot a Los Angeles:
«The Los Angeles Times», 27 maggio 2002, recensione di Mark Swed
«Classical Voice», recensione della recita del 4 giugno 2002 a Los Angeles, di Truman C. Wang

Turandot a Amsterdam:
«
Neue Zürcher Zeitung online», 3 giugno 2002, recensione di Peter Hagmann
«Die Welt», 18 agosto 2002, recensione di Manuel Brug

Turandot a Salisburgo:
«Die Zeit», 16 agosto 2002, recensione di Claus Spahn
«Time Europe», Aug. 26 agosto 2002 (Vol. 160 No. 9), cronaca da Salisburgo di James Inverne
«le Figaro», martedì 3 settembre 2002, recensione dell’ultima replica (30 agosto 2002) di Christian Merlin
AISE, 4 settembre 2002, recensione-commento di Riccardo Garbetta

Tra qualche tempo sarà forse possibile stilare un bilancio critico sul rifacimento di Berio, anche valutando gli esiti di una giornata internazionale di studi su Turandot coordinata da Jürgen Maehder. L’incontro si è tenuto a Salisburgo il 7 agosto 2002 nel giorno del debutto dell’opera al Festival, con la partecipazione di Kii-Ming Lo, Harold S. Powers, Peter Ross, Jürgen Maehder. Un’ulteriore occasione per riflettere verrà probabilmente dalla provocante comunicazione di Roger Parker al Convegno Drammaturgia, vocalità e scena tra Donizetti e Puccini, che ha aperto la prima sessione della seduta a Lucca (21 ottobre 2002) trattando il tema Berios «Turandot»: the Beginning of a Great Tradition? : il titolo è infatti una parafrasi di quello del libro di Ashbrook & Powers (Princeton, 1991), ottenuta mediante la sostituzione delloriginale «End» con «Beginning».
Intanto parrebbe che l’operazione promossa da Casa Ricordi non sia stata del tutto gradita nei dipressi torrelaghesi, almeno a giudicare
dal ciclo di conferenze organizzato dall’Istituto di studi pucciniani in simbiosi con l’Associazione Amici della case di Giacomo Puccini, che hanno programmato per il 25 agosto una conversazione del professor Stefano Ragni (contrattista presso l’Università per stranieri di Perugia), con l’intervento del noto critico Alfredo Mandelli, dal significativo titolo In difesa di Franco Alfano.

 

© Tutti i diritti Riservati -CSGP, Lucca, giugno 2006