Casa
Ricordi ha incaricato il compositore Luciano Berio di
mettere mano sugli appunti lasciati da Puccini nel
momento della morte a Bruxelles (29 novembre 1924), e di
rifare il finale che, allora, aveva completato Franco
Alfano. Per un riepilogo della questione si leggano la voce «Turandot» del Dizionario
dellopera (Baldini e Castoldi, 1996), lultimo paragrafo della
monografia di Michele Girardi (Giacomo Puccini. Larte
internazionale di un musicista italiano, Venezia,
Marsilio, 20002, pp. 475-484) e una riflessione successiva, in due
tempi, dello stesso autore (Turandot, tra chinoiserie ed
esperimenti di drammaturgia musicale, relazione
pronunciata al convegno
internazionale di studi Intorno a Turandot. Orientalismo
fra musica e suggestione letteraria, Torino, 11 giugno 1998, e Turandot, palingenesi del
melodramma,
in Turandot di Puccini, Napoli, Teatro San
Carlo, Stagione lirica e di balletto 2002, pp. 13-19).
Chi volesse aprofondire aspetti legati alla ricezione
può consultare utilmente le Notes on «Turandot»,
tratte dalla storia del Metropolitan Opera, dove si affronta anche la
questione spinosa dei diritti dautore: per avere
unidea della popolarità del lavoro basta consultare Operabase, dove
si trovano tutte le recite programmate di qui in poi. Di diritti dautore hanno discusso molto animatamente
(già nel gennaio del 2000), e con intelligenza critica,
anche i melomani francesi (opéraphiles: OPÉRA FR): vale perciò la pena di
leggerli.
La prima mondiale della
rinnovata Turandot è andata in scena allopera di Los Angeles (25 maggio 2002), seguita da quella europea allo
Het Muziektheater di Amsterdam (1° giugno 2002), e dalle recite al Festival di Salisburgo (7
agosto 2002: vedi le informazioni nel sito a cura di
Ulrich Schreiber, in tedesco, e in inglese). Lintero atto terzo, col nuovo finale,
era stato eseguito in forma di concerto al Festival delle
Canarie (vedi il programma): per saperne di più si può leggere il saggio Il
nuovo finale di Turandot: note sul rifacimento
di Luciano Berio, di Marco Uvietta, pubblicato sul
programma di sala (e qui in in italiano).
Ecco una breve rassegna stampa sullavvenimento:Turandot a Las Palmas:
«Mundoclasico.com»
«La Stampa», 12 gennaio 2002
(intervista a Luciano Berio di Sandro Cappelletto)
«Il Corriere della sera», 26
gennaio 2002 (Enrico Girardi)
«la Repubblica», 29 gennaio
2002 (Michelangelo Zurletti)
«il Giornale della musica», XVIII/179, febbraio 2002, p. 5 (intervista a
Luciano Berio di Elisabetta Torselli)
Turandot a Los Angeles:
«The Los Angeles Times», 27
maggio 2002, recensione di Mark Swed
«Classical Voice», recensione
della recita del 4 giugno 2002 a Los Angeles, di Truman
C. Wang
Turandot a Amsterdam:
«Neue Zürcher Zeitung online»,
3 giugno 2002, recensione di Peter Hagmann
«Die Welt», 18 agosto 2002,
recensione di Manuel Brug
Turandot a Salisburgo:
«Die Zeit», 16 agosto 2002,
recensione di Claus Spahn
«Time Europe», Aug. 26 agosto 2002
(Vol. 160 No. 9), cronaca da Salisburgo di James Inverne
«le Figaro», martedì 3 settembre 2002,
recensione dellultima
replica (30 agosto 2002) di Christian Merlin
AISE, 4 settembre 2002, recensione-commento di Riccardo
Garbetta
Tra qualche tempo sarà forse possibile
stilare un bilancio critico sul rifacimento di Berio,
anche valutando gli esiti di una giornata internazionale
di studi su Turandot coordinata da Jürgen
Maehder. Lincontro si è tenuto a Salisburgo il 7
agosto 2002 nel giorno del debutto dellopera al
Festival, con la partecipazione di Kii-Ming Lo, Harold S. Powers,
Peter Ross, Jürgen Maehder. Unulteriore occasione per
riflettere verrà probabilmente dalla provocante
comunicazione di Roger Parker al Convegno Drammaturgia, vocalità e
scena tra Donizetti e Puccini, che ha aperto la prima sessione
della seduta a Lucca (21 ottobre 2002) trattando il tema Berios «Turandot»: the
Beginning of a Great Tradition? : il titolo è
infatti una parafrasi di quello del libro di Ashbrook
& Powers (Princeton, 1991), ottenuta mediante la
sostituzione delloriginale «End» con «Beginning».
Intanto parrebbe che loperazione promossa da Casa
Ricordi non sia stata del tutto gradita nei dipressi
torrelaghesi, almeno a giudicare dal ciclo di conferenze
organizzato dallIstituto di studi pucciniani in
simbiosi con lAssociazione Amici della case di
Giacomo Puccini, che hanno programmato per il 25 agosto
una conversazione del professor Stefano Ragni
(contrattista presso lUniversità per stranieri di
Perugia), con lintervento del noto critico Alfredo
Mandelli, dal significativo titolo In difesa di
Franco Alfano.
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