Centro studi G
IACOMO PUCCINI
Bollettino 1997-1998
a cura di Michele Girardi

Casermetta San Colombano 1 - Mura urbane, 55100 Lucca
tel.: 0039-0583-469225, fax: 0039-0583-958324 - E-mail:
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aggiornamento: 19 giugno 2006 (MG)



Si scopran le tombe si levino i morti ....

Su «La Nazione» (cronaca di Lucca 26 maggio 1997) è comparso il seguente annuncio (il grassetto è nostro):

MUSICA. Oggi al Giglio un dibattito su Puccini

Questa mattina alle ore 10 al teatro dei Giglio è in programma un incontro dibattito promosso dal centro studi Giacomo Puccini dal titolo «Le dirò con due parole ... ». Intervengono Julian Buddene, Gabriella Biagi Ravenni, Franz Liszt, Gabriele Dotto, Arthur Groos, Dieter Schickling, Mercedes Viale Ferrero, Cesar Franck.

Si prega il visitatore di controllare il programma della giornata, reso noto con largo anticipo ai giornali, dove potrà constatare che

a) il cognome di Julian Budden, tra i più noti musicologi del mondo, è stato toscanizzato (Buddene);

b) gli illustri invitati Franz Liszt e César Franck non avrebbero potuto intervenire, poiché da tempo giacciono nella tomba.

In realtà i nomi compaiono nel pieghevole, ma solo in qualità di autori dei brani che i giovani pianisti avrebbero eseguito fra una relazione e l’altra. Si ha un bel parlare di ignoranza musicale in Italia, ma non avremmo mai immaginato che compositori arcinoti come Liszt e Franck fossero sconosciuti ai redattori lucchesi della «Nazione». Che partito trarne? che per un Centro studi come il nostro c’è molto da lavorare, non fosse altro che per turare falle abnormi come queste.

Ippica e cultura

Nel sito ufficiale di Luciano Pavarotti, celebre cantante modenese con dichiarata passione per l’ippica, si leggono le seguenti perle (qui in grassetto), a commento dei brani dei ‘magnifici tre tenori’ (concerto del 17 giugno 1997):

E lucevan le stelle. / Giacomo Puccini (1856-1924). / Tosca. / Il dramma pucciniano della Tosca, diretto per la prima rappresentazione dal famoso Arturo Toscanini a Milano il 17 Marzo 1900, è una delle opere maggiormente eseguite al mondo.

A parte il pessimo italiano (la vita sorrideva a Puccini in quel momento, dov’era il «dramma pucciniano» non è dato di sapere), non si azzecca neppure l’esatto anno di nascita del compositore (il 1858; dal canto suo Tosca ebbe la sua prima a Roma il 14 gennaio 1900, e fu diretta da Leopoldo Mugnone). Poco oltre (a proposito di «Nessun dorma», cavallo di battaglia di Pavarotti), la farsa continua:

L’arrogante principessa Turandot a Pechino, città del Kaiser, è disposta a sposare un principe [...].

Arrogante? magari con qualche problema psicologico, povera principessa. E chissà come sarebbe stato felice Puccini, assai sensibile ai giochi di parole (specie quelli con ‘sfumature‘ oscene), nel leggere una simile definizione della sua Pechino. Proprio una bella lezione di stile e cultura da parte di chi ha redatto queste note: si ritiene forse che l’opera italiana sia solo questione di viscere, oppure che meriti attenzione critica anche quando si fa diffusione a largo raggio? Altri commenti ci paiono superflui, speriamo che questi appunti inducano i responsabili della pagina dedicata a Pavarotti, che nel bene o nel male è stato uno dei più grandi tenori lirici pucciniani di questo mezzo secolo, a una dovuta rettifica. Ma non ne siamo certi: la protervia di chi campa sul commercio dell’arte non ha mai fine.

M.G., novembre 1997

L’incontro Puccini verso il 2000,
promosso dal CSGP e da Lucense

I giornali, telematici e/o cartacei, stanno iniziando a dar conto dell’attività del Centro studi. «La Nazione» ha pubblicato un resoconto dell’Incontro del 23 ottobre 1997. Su «Il Tirreno» di domenica 26 ottobre 1997 si legge:

Un sito dedicato al grande compositore/Puccini su Internet

di
Michela Abetini

LUCCA - Anche Giacomo Puccini non si sottrae all’alta tecnologia e diventa virtuale sbarcando su Internet grazie all’iniziativa del centro studi Giacomo Puccini, che ha presentato il sito nell’ambito di un incontro tenutosi alla sede dell'associazione industriale. Nell’occasione sono state esposte attività e progetti del centro, attivo dal ’96, che ha per presidente Julian Budden e per vice Gabriella Biagi Ravenni. Collegandosi all’indirizzo http://www.puccini.it/ veniamo accolti dalla pagina di benvenuto curata da uno dei soci fondatori Michele Girardi, in collaborazione con i due tecnici della Lucense Mariani e Nieri. Nelle successive pagine si viene a conoscere la storia del centro. A proposito della quale Dieter Schickling ha parlato del progetto di ricerca di un database sulle lettere di Puccini e Arthur Groos che ha invece illustrato due iniziative: la rivista scientifica di studi pucciniani il cui primo numero uscirà nel ’98 (e di cui si può prendere visione sul sito) e la fondazione in America di una associazione per la raccolta di fondi da devolvere al centro studi pucciniani. È stato inoltre presentato il bollettino pucciniano, anch'esso presente su Internet, con tante novità, tra cui un elenco di tutti i teatri del mondo che quest'anno hanno in programma le opere del compositore. Il vice presidente del centro ha inoltre esposto il progetto di una pubblicazione su tutti i luoghi pucciniani della Toscana e della Maremma da far sbarcare anche in rete. Gli interessati possono avere maggiori notizie contattando direttamente il centro tramite e-mail all'indirizzo segnalato sul sito.

M.G., novembre 1997

Figure e didascalie

Magnifico servizio: dal Cinquecento in poi per ogni compositore, insieme ai dati essenziali, compare una fotografia – e vi si possono ammmirare le fattezze del «kappelmeister» Francesco Soriano o di Luca Marenzio da «Cocaglia» (non sono dunque rare le sviste, spesso pesanti). Ma bisogna leggere la scheda che compare sotto la fotografia del nostro:

GIACOMO PUCCINI

Born: Lucca, December
22, 1858
Died: Brussels,
November 29, 1924
Occupation: pianist,
organist
Nationality: Italian.

Lo strafalcione si legge in http://spight.physics.unlv.edu/timeliny/picgalr6.html.
All’estensore della scheda non è neppure venuto in mente di controllare se Puccini componesse solo per diletto ...

M.G., novembre 1997

Nella mailing list dell’American Musicological Society:

Hear Puccinis voice on the web!
(review of new web site):

www.puccini.it

With the birth of this new web site, still very much under construction, Puccini joins those composers with an excellent presence on the internet. Congratulations to the organizers of the site for creating this wonderful resource.
Dedicated to Puccini’s life and works, his collaborators, and the activities of the Lucca-based «Centro studi Giacomo Puccini», there is already a wealth of information posted at www.puccini.it to engage the interest of specialists and opera lovers (who will certainly appreciate the numerous links to productions of Puccini's operas the world-over).
Most of the site is presently only available in Italian, but don't let that discourage you. Upon entering you will be have an opportunity to hear Puccini's own voice----from a recording made in New York on 21 February 1907, before embarking for the return sea voyage to Italy.

Michael Kaye, 16 November 1997
author of The Unknow Puccini (Oxford University Press)

Quale edizione di Rondine a Lucca?

Si legge a p. 6 del «Giornale della musica» di dicembre 1997 a proposito delle recite de La Rondine a Lucca programmate il 5, 6, 7 dello stesso mese al teatro del Giglio:

Per la Toscana questo evento rappresenta una novità musicale in più: infatti verrà eseguita l’edizione critica con l’inserimento al primo atto dell’aria di Ruggero (tenore) «Parigi è la città dei desideri» dopo la sua scoperta dovuta alle ricerche compiute da Alfredo Mandelli.

L’affermazione di Roberto Del Nista, autore di questo trafiletto, è errata, e merita una doverosa rettifica.
Occorre rammentare, innanzitutto, che Puccini ha redatto tre diverse versioni di quest’opera, di cui due sono state rappresentate (la prima a Montecarlo nel 1917, la seconda a Palermo nel 1920), mentre la terza non solo
non andò in scena all’epoca, ma neppure ci è giunta completa (manca infatti la partitura di un episodio aggiunto, determinante ai fini della caratterizzazione del dramma).
Gli aggiustamenti di Rondine successivi alla prima assoluta, oltretutto, non sono compatibili tra loro: l’aria «Parigi è la città dei desideri», in particolare, venne aggiunta nella seconda versione – in cui Puccini apportò significative varianti musicali e sostanziali modifiche drammatiche rispetto alla precedente – ma fu a sua volta espunta dalla terza, che contiene ulteriori, decisive varianti.
Non si può dunque parlare di «edizione critica» per la versione rappresentata a Lucca, ma di un collage arbitrario ottenuto inserendo un’aria sull’impianto della prima versione.
Non si può neanche parlare di «scoperta» da parte di Mandelli, a proposito di quest’aria: al riguardo giova precisare che tale aggiunta è segnalata, oltre che nei carteggi, da Hopkinson (A Bibliography of the Works, 1968), da Ashbrook (The Operas of Puccini, 1968) e, più recentemente, da Michal Kaye (The Unknown Puccini, 1987) che ha pubblicato il brano in riduzione per canto e pianoforte, seguendo la lezione di una ripresa viennese dell’ottobre 1920. Un’involontaria misconoscenza delle suddette fonti o una scarsa dimistichezza con la lingua inglese può forse aver erroneamente indotto Alfredo Mandelli - noto cultore della materia - a rivendicare la paternità di una «scoperta» non più tale da quasi trent’anni.
Non si può neppure parlare di «novità musicale in più», infatti una tradizione esecutiva per la prima versione di Rondine esiste, per fortuna (gli allestimenti, anche di rilievo, sono stati frequenti nei tempi recenti - ad esempio nel marzo 1994 è stata data alla Scala e al Regio di Torino). Ed è per questo che dire che essa «viene estromessa dai grandi circuiti», come fa Alberti (direttore artistico del Giglio), chiamato in causa nello stesso articolo, non corrisponde propriamente alla realtà dei fatti.
Una perfetta aderenza al vero è invece riscontrabile nell’asserto di partenza: l’edizione che si è fatta a Lucca è nuova per la Toscana e, aggiungerei, in assoluto, visto che è frutto di congetture di natura puramente speculativa.

(M.G., 15 dicembre 1997)

Spudoratezze (sui guai dei traduttori elettronici)

Cercando nel Web per aggiornare la pagina dei siti pucciniani mi sono imbattuto in un sito che fornisce informazioni prevalentemente a carattere turistico locato in Inghilterra in cui i curatori si sono affidati a uno dei tanti traduttori elettronici. Avete mai provato ad usarli? l’esito degli sforzi di tali robot è tale da far crepare dal ridere, ed è per questo che vi propongo, senza ulteriori commenti, la stagione operistica al Teatro del Giglio (pardon: Theater of Lily!) di Lucca nella versione inglese:

7-8-9 Nov. "NORMA"- Tragedy lyric of Felice Romans. Music of Pretty Vincent. Manager Alexander Pinzauti. Regal Pier Paul Pacini. Scenes Tobia Ercolino. Teacher of the Choir Giampaolo Mazzoli- Theater of the Lily

15-16- Nov. "PORGY AND BESS" - By George Gershwin, DuBose and Dorothy Heyward [and] Ira Gershwin. Orchestra of the Theater you Fenice from Venice. Manager William Barkhymer - Theater of the Lily

M.G., 25 aprile 1998

Frullano le iniziative nel nome di Puccini
a proposito di una legge per Tosca e del fervore versiliese

Sul «Tirreno» di giovedì 21 maggio 1998 si possono leggere i resoconti di alcune iniziative promosse dalla Fondazione Puccini «per radicare il festival lirico in terra di Versilia», in particolare grazie al progetto «Puccini e le scuole». Bimbi e adolescenti si sono impegnati nel produrre i materiali più disparati, da semplici disegnini sino al Cd-Rom. Secondo il presidente Gianni Fratini, «Lavorare con i ragazzi è il punto di partenza per far crescere il festival». Poco oltre un altro articolo (Pucciniano, eppur si muove) ci dà l’ennesima buona notizia: «Ci siamo. Dopo tanto faticare, il Festival ‘98 sta iniziando a decollare». E il tutto viene chiosato, in un altro trafiletto, dal direttore artistico del Festival, Marco Balderi, che «rilancia il Centro Puccini 2000» (ma esisteva tale associazione? altrimenti si lancia, non rilancia). Egli si pone il lodevole scopo di «creare a Torre del Lago un Centro informativo e di accoglienza scolastica dedicato al Maestro [...] dove sia possibile accogliere le scolaresche che ogni anno arrivano a Torre del Lago per visitare la casa del maestro, ma che poi non trovano altro». Il fervorino si chiude con un SOS: «Occorre l’aiuto anche della Regione, oppure – ipotizza Balderi a mo’ di provocazione – non facciamo il festival per 2 anni e quei soldi investiamoli nel centro».
Credo sia opportuno partire da qui per ripensare alla situazione attuale in cui i gestori del Festival, ma non da ora, si dibattono nelle spire del loro preteso nume tutelare Giacomo Puccini. Tanto preteso che, nel pubblicare in internet il programma del Festival di quest’anno hanno scritto Gianni Schicci in luogo di Schicchi – a disdoro di migliaia di utenti qualificati, molti di essi stranieri, che utilizzano lo spazio virtuale per prenotare i biglietti: fatti come questi non giovano all’aspirazione di internazionalismo più e più volte sbandierate negli articoli di cui si discute.
Uno dei problemi più gravi è costituito dal ritardo con cui vengono stanziati i finanziamenti, e se ogni anno i soldi arrivano all’ultimo minuto nessuna programmazione seria è possibile. A che si deve tale impasse? Mentre si cercano e si vantano contatti con l’estero un’aura di provincia trasuda da ogni poro del lago di Massaciuccoli, in quel posto una volta magico dove Puccini aveva scelto di abitare. Ogni consiglio della Fondazione Festival ha un’aria precaria sin dall’insediamento, e la sua capacità di programmare viene presto minata da dissidi politici, in modo che chiunque, all’interno del consiglio, pare libero di promuovere una qualche iniziativa che vada a cassare la precedente.
L’ultimo progetto riguarda un evento epocale, vale a dire la ricorrenza del centenario di Tosca, che coincide col passaggio al terzo millennio (l’opera fu data il 14 gennaio 1900 all’Opera di Roma, allora Teatro Costanzi). Forse non tutti conoscono il disegno di legge n. 2778 d’iniziativa del senatore viareggino Petrucci (eletto al collegio n. 9, Lucca), comunicato alla presidenza il 24 settembre 1997. S’intitola «Celebrazione del centenario dell’opera Tosca di Giacomo Puccini», e per la modica somma di «2 miliardi e 500 milioni da utilizzare nel biennio 1999-2000» esso si candida:

a) a proporre al pubblico nella edizione del Duemila del Festival Puccini una rappresentanza ad alto livello dell’opera Tosca;
b) ad organizzare un convegno internazionale anche in collaborazione con università ed altre istituzioni culturali, italiane e straniere, nonchè manifestazioni, celebrazioni, congressi, seminari, convegni di studio ed attività editoriali, relazioni con centri scientifici europei ed extraeuropei;
c) ad organizzare una mostra iconografica itinerante di figure, documenti ed eventi riguardanti la figura di Giacomo Puccini e le sue opere;
d) alla realizzazione di audiovisivi e sceneggiature delle opere di Puccini;
e) alla erogazione di premi annuali per gli anni 1999 e 2000 a coloro che nella scuola e nelle università, produrranno articoli, saggi e tesi di laurea, riguardanti la persona di Giacomo Puccini.

Tutte belle iniziative, che però non tengono conto di alcuni dati di fatto, che provo ad elencare:

a) è già prevista un’edizione di riferimento di Tosca, che verrà data nel luogo naturale, cioè a Roma, il 14 gennaio del 2000;
b) ad organizzare un convegno internazionale sta già da tempo provvedendo il Centro studi Giacomo Puccini di Lucca, che lo ha inserito nei suoi programmi sin dalla fondazione (1996, su iniziativa di Julian Budden, Gabriella Biagi Ravenni, Gabriele Dotto, Michele Girardi, Arthur Groos, Maurizio Pera), resi pubblici con largo anticipo; il CSGP, cui aderiscono i più prestigiosi studiosi dell’opera del Maestro lucchese ha anche i necessari contatti con Università italiane e straniere, e altre istituzioni culturali, avviati da tempo;
c) anche la mostra itinerante, centrata su Tosca, è stata prevista tra le iniziative qualificanti l’attività del CSGP.

Non è la prima volta che iniziative proposte dal CSGP sono tacitamente fatte proprie da forze politico-istituzionali, senza tener conto che le idee e la loro realizzazione sono proprietà di chi è in grado di formularle e poi di gestirle al meglio. In particolare il Senatore Petrucci ha certo avuto notizia dell’incontro Con Puccini verso il 2000, tenutosi il 23 ottobre 1997 a Lucca, promosso dal CSGP e da Lucense, dove si è presentata la pagina Web del Centro (potente snodo informativo), e avrà potuto cogliere la bontà e la serietà delle nostre proposte. Così come il messaggio, ne siamo certi, è stato recepito da altre forze lì presenti in persona, o per delega, visto che le nostre idee sono emerse spessissimo in occasione di tante altre iniziative promosse a diversi gradi istituzionali, regionali, provinciale e comunali. In un panorama dove troppi cominciano, tardivamente vista l’incuria con cui è stato gestito un patrimonio museale che molti c’invidiano, a rendersi conto dell’importanza di Giacomo Puccini, bisognerebbe che ci fosse un accordo per andare avanti.
E invece ognuno rema per conto proprio. Non sapevano i responsabili del Festival del disegno di legge 2778? Sarà utile comunque precisare che, se così fosse, abbiamo un’ulteriore prova della mancanza di un’adeguata coordinazione. E se invece sapevano, perché non approfittare dell’occasione (il progetto Puccini Scuole) per dirlo e far prendere forza al progetto?
Quanto al Maestro Balderi, egli conosce il CSGP, anche per aver partecipato a una conferenza stampa l’anno scorso, ed è informato dei suoi obiettivi: sa dunque anche della legittima ambizione che esso nutre di gestire l’aspetto culturale degli avvenimenti. Perché allora indebolire la posizione di tutti proponendo un Puccini centro 2000, e non ricorrere alla competenza vera, e ai contatti internazionali che il CSGP è già in grado di offrire da oltre due anni?
Personalmente mi sono stancato di una situazione così confusa e pasticciata, e con me i colleghi. Posso solo anticipare che il CSGP porterà avanti comunque i progetti già intrapresi, cercando alleanze serie che gli permettano di operare degnamente in nome di uno dei compositori più amati e acclamati di ogni tempo. Se altre forze vorranno assecondare questo progetto, che è già esposto nei dettagli (mentre loro stanno lì ancora a fare ipotesi e non sanno neanche se potranno mantenere le promesse contenute in un calendario privo di fantasia), probabilmente quel respiro internazionale a cui anelano sarà cosa fatta. I veri progetti sono quelli sostenuti da forza morale, che aiuta a risolvere anche le difficoltà contingenti. E il CSGP ha questa risorsa.

Michele Girardi,socio fondatore del CSGP, 23 maggio 1998


Andar per siti: Puccini

Il nuovo Centro studi Giacomo Puccini di Lucca (1996) è forse il più ambizioso nel campo delle nuove tecniche di comunicazione, tra gli istituti di ricerca dedicati ad un compositore italiano. Dall’ottobre del 1997 cura una pagina web che dovrebbe destare l’interesse tanto degli studiosi quanto degli appassionati del compositore lucchese. I primi apprezzerebbero le molte risorse della pagina, ad esempio un catalogo della biblioteca del Centro studi, un elenco dettagliato delle opere di Puccini, partiture e spartiti di quattro brevi composizioni ancora poco note, due saggi su Bohème e Tosca, e informazioni sullle ricerche in corso, tra cui il progetto sull’epistolario, che mira a predisporre la consultazione di un database on line. Sono complete e particolareggiate anche le informazioni sul personale, lo statuto, le condizioni per divenire socio, e le prossime pubblicazioni. Il livello musicologico della pagina è di prim’ordine e costantemente aggiornato, ma ciò non sorprende perchè i fondatori del Centro sono alcuni tra i celebri studiosi internazionali, a cominciare dal presidente, Julian Budden. Tra le risorse che interessebbero un amatore qualsiasi si segnalano un itinerario virtuale pucciniano con foto originali (purtroppo dal testo mancano gli indirizzi), un calendario delle rappresentazioni delle opere pucciniane nel mondo intero, e cinque libretti. Un’attrazione speciale è l’estratto dell’unica registrazione conosciuta della voce di Puccini. La pagina ha qualche lieve problema: certi links non funzionano o sono in costruzione, la traduzione inglese è completa solo al 60% per ora, e alcuni libretti non sono interi – manca, per esempio, l'atto secondo della Bohème. Ma queste disfunzioni possono essere facilmente corrette. In definitiva la vasta portata degli interessi, la credibilità scientifica dei promotori giustificano l’ambizione che dimostra questa pagina web, e la raccomandano come una risorsa importantissima.

Linda Fairtile, giugno 1998

© Tutti i diritti Riservati -CSGP, Lucca, giugno 2006