«la Repubblica», I
giorni di Firenze, 30 gennaio 2000
Kabaivanska
a Lucca: una Tosca memorabile
Ultima grande
primadonna liberty del teatro d'opera, voce che lascerà
il segno nella storia del canto per le sue intensissime e
carismatiche interpretazioni, artista di grandissime
qualità vocali ma anche attoriali e circondata da un
culto assoluto - i suoi fan la seguono ovunque, con
devozione degna delle grandi dive di una volta -, Raina
Kabaivanska sarà alla chiesa di San Francesco a Lucca
mercoledì 2 febbraio alle 21, protagonista della serata Raina
& Tosca, ultimo appuntamento della rassegna Puccini
oltre la scena. Il canto della Kabaivanska, che
nell'eroina ha trovato uno dei suoi cavalli di battaglia
(insieme a Madama Butterfly), sarà di volta in
volta introdotto da una conversazione del musicologo su
Puccini e questo suo capolavoro, al pianoforte Enza
Ferrari. La serata avrà anche una scenografia: alcuni
materiali della mostra Tosca 1800 1900 2000 che
si inaugura sempre mercoledì alle 18 al museo di Villa
Guinigi attiguo alla chiesa (dove proseguirà fino al 27
febbraio): un percorso multimediale nel capolavoro
pucciniano con reperti filmati e possibilità di
collegamenti internet con il Centro studi Giacomo
Puccini.
Il
giudizio: **** = un grande evento, da non perdere
«Il Tirreno», Cultura
& Spettacoli, 3 febbraio 2000
Tosca
multimediale
Lucca: computer,
foto e film per Puccini
di
Luciano Gallo
LUCCA. Nell'epoca della
realtà virtuale, dei computer e di Internet assume un
rilievo particolare una mostra storico-musicale che basa
i suoi contenuti proprio sulla trasposizione delle
immagini più che sul materiale cartaceo e sui documenti
originali.
Tosca 1800 1900 2000, rassegna espositiva
allestita dal Comune di Lucca, dal Teatro del Giglio e
dal Centro studi Puccini, è forse il primo esempio di
percorso multimediale sulla celebre opera dell'illustre
figlio di Lucca.
Aperta ieri a Villa Guinigi (poche ore prima del concerto
che Raina Kabaivanska ha tenuto nella chiesa di San
Francesco per i 100 anni di Tosca), la mostra - visitata
dal Tirreno in anteprima - ripercorre la genesi
dell'opera attraverso i molteplici punti di vista con
l'ausilio di pannelli su cui sono state applicate le
riproduzioni di documenti, stampe, foto, frontespizi,
lettere e bozzetti si scena.
Materiale acquisito tramite scanner da collezioni private
e fondazioni, dall'archivio Ricordi e da alcuni teatri
italiani.
L'idea degli organizzatori, infatti, è stata quella di
allestire una mostra a prezzi contenuti ma, soprattutto,
di superare i legacci burocratici che sempre
contraddistinguono l'acquisizione dei documenti
originali, in particolar modo se si tratta di quelli,
preziosissimi, del 'Sor Giacomo'. Lo studioso amante
dello spartito ingiallito e il cultore del materiale che
si tocca con mano potranno quindi restare delusi, ma
così fatta la mostra sarà facilmente esportabile.
Tant'è che da tempo sono avviati i contatti con
istituzioni italiane ed estere per allestire altrove la
rassegna su Tosca.
Tre i pezzi originali che corredano il percorso
scientifico ideato da Michele Girardi e da Gabriella
Biagi Ravenni. Si tratta di altrattanti ritratti di
Puccini: quello di Leonetto Cappiello (1899), il quadro
di Luigi De' Servi (1903) e l'opera di Edoardo Gelli
(1902). Tutti lavori pressoché coevi della prima
rappresentazione di Tosca, andata in scena il 14 gennaio
1900 al Teatro Costanzi di Roma.
E proprio la città eterna trova largo spazio nelle
immagini della rassegna: di disegni di Palazzo Farnese,
di Castel Sant'Angelo e della basilica di San Pietro
dell'epoca in cui fu scritta l'opera.
La mostra si articola in quattro sezioni: la parte
storica che prende le mosse del dramma di Sardou;
l'attualità di Tosca; la genesi dell'opera attraverso le
lettere autografe e il materiale d'archivio; la 'prima'
di Tosca con i bozzetti, i figurini firmati da Hohestein
e le tavole usate da Puccini. Non mancano i riferimenti
politici e storici (Napoleone e la battaglia di Marengo)
né i giornali d'inizio '900.
Il visitatore meno superficiale, poi, non potrà fare a
meno di guardare il video nella saletta che proietta (a
ciclo continuo) le immagini dei film che riguardano Tosca:
partendo dal classico Davanti a lui tremava tutta
Roma (1946) di Carmine Gallone con Anna Magnani.
Ai cybernaviganti è dedicato uno spazio computer per
approfondire ulteriormente la tematica in questione. I
pannelli non hanno didascalie, ma i visitatori potranno
usufruire di un utile opuscolo-guida. L'ingresso è
gratuito. La mostra rimarrà aperta fino al 27 febbraio
con orario 10-13, 15-18.
«Metropoli», Spettacoli
& Società, 4 febbraio 2000
La
mostra a Villa Guinigi
Una Tosca
speciale tra storia e tecnologia
Tosca 1800, 1900,
2000. Questo il titolo della mostra che si è aperta
mercoledì scorso a Villa Guinigi e organizzata da Comune
di Lucca, dal Teatro del Giglio e dal Centro studi
Puccini in occasione dei 100 anni dalla prima
rappresentazione dell'opera. Si tratta di una rassegna
espositiva (aperta ad ingresso gratuito fino al 27
febbraio) che si propone come percorso multimediale della
celebre opera pucciniana rivisitata tramite l'uso delle
nuove tecnologie.
Pochi, infatti, i documenti cartacei esposti e il
materiale che, invece, è trasferito con immagini sui
quaranta pannelli della mostra. Un modo nuovo per
ripercorrere la genesi, la storia (vera e reinventata) di
Tosca grazie alle diavolerie dell'informatica, della
trasposizione visiva e di altre diavolerie elettroniche.
Niente pezzi prestati dai collezionisti, dai musei o da
fondazioni, quindi, ma gli stessi oggetti e documenti
riprodotti virtualmente fin dalla storia di Sardou.
I vantaggi di un allestimento così fatto sono evidenti.
Il contenimento dei costi e, soprattutto, l'agilità
della mostra facilmente esportabile in altri luoghi. Da
tempo, infatti, gli organizzatori hanno avviato contatti
per allestire la rassegna in altre città italiane ed
estere: tra queste Milano, Londra, Parigi, New York.
Ultimo appuntamento inserito nella prima fase del
progetto Puccini oltre la scena (che durerà
fino al 2002), la rassegna vede l'ideazione scientifica
di Michele Girardi col quale hanno collaborato la prof.
Gabriella Biagi Ravenni (consulente musicale del Comune e
vice-presidente del Centro studi), Dieter Schickling,
Giulio Battelli, Simonetta Bigongiari, Elena Franchini.
L'ideazione creativa, invece, è firmata dallo studio
Romani-Bonuccelli Adpower mentre il progetto tecnico è
stato sviluppato da Silvia Paladini.
Ad impreziosire la mostra di Villa Guinigi c'è un
settore dedicato agli audiovisivi. In alcune sale sono
proiettate le pellicole più significative relative alla Tosca
come quelle firmate da Patroni-Griffi, da Zeffirelli fino
al classico Davanti a lui tremava tutta Roma di
Carmine Gallone (1946) con Anna Magnani. Non mancano i
computer per collegarsi on line con il sito del
Centro studi.
(L.G.)
«La Nazione», Tuttoregione.
Cultura & Spettacoli, 6 febbraio 2000
Il mito
della Tosca attraverso tre secoli
Lucca rende un omaggio a Puccini con una maxi mostra
di
Paolo Ceragioli
È la prima volta che
una mostra pucciniana viene concepita per essere
esportata. L'anniversario dei cento anni dalla prima
rappresentazione di Tosca è stata occasione di
una sinergia fra il Teatro del Giglio e il Centro studi
Puccini, che ha reso possibile il progetto Puccini
nel Novecento (1999-2002) che include opere,
concerti, conferenze, studi e questa mostra, aperta il 2
febbraio nei locali del museo nazionale di Villa Guinigi
(fino al 27 febbraio, orari di apertura : 10-13, 15-18).
Nel dettaglio la mostra si chiama Tosca
1800-1900-2000, ovvero «un percorso multimediale
tra storia vera e reinventata, genesi, spettacolo e
attualità»: l'ideazione è di Michele Girardi, in
collaborazione con Gabriella Biagi Ravenni e Dieter
Schickling. Quattro sono le sezioni logiche: nella prima
si rievoca il contesto storico del 1800, anno di
ambientazione della vicenda di Tosca, scritta da
Victorien Sardou e interpretata in teatro da Sarah
Bernhardt, della quale sono esposte locandine e foto
d'epoca relative sia al debutto parigino sia alla tournée
italiana; immagini di Napoleone, della battaglia di
Marengo, di Paisiello - maestro di Tosca ma anche di
Domenico Puccini, nonno di Giacomo - e della Roma della
Repubblica. Si passa all'attualità, con la
documentazione di celebri e discusse messe in scena
(Anthony Besch, Jonathan Miller) e dei film (il classico Davanti
a lui tremava tutta Roma di Carmine Gallone, del
1946).
Poi la genesi dell'opera, con lettere autografe e
materiale dell'archivio Ricordi e infine il ricordo della
prima del 14 gennaio 1900, con la regina Margherita,
Pietro Mascagni; le recensioni dei giornali e i reportage
mondani e di cronaca della serata, che fu disturbata da
un falso allarme per l'annuncio di una bomba che avrebbe
dovuto essere nascosta in sala. Accanto a queste
testimonianze, particolarmente curiose, le immagini dei
bozzetti, dei costumi, degli attrezzi e delle storiche
usate dal maestro lucchese per ricreare con autenticità
la processione, che si svolgeva nelle chiese romane per
le solennità, e che culminava con il canto del Te
Deum.
Sono inoltre disponibili al pubblico una postazione
informatica, con la possibilità di consultare gli
archivi elettronici appositamente realizzati per questo
evento per il sito del Centro studi Puccini e una comoda
sala proiezioni - per i film e per le riprese di alcune
versioni dell'opera - che giustificano la multimedialità
della mostra. Assai interessante il metodo di
riproduzione fotografica computerizzata elaborata
attraverso scannerizzazione e registrazione su compact
disc dallo studio Romani Bonuccelli Adpower e originale
ed elegante l'allestimento strutturale in legno di Silvia
Paladini, con soluzioni d'avanguardia e uno studio delle
luci che riescono a creare un atmosfera mai fredda e mai
distaccata.
A proposito della riproduzione, i promotori spiegano che
una mostra di originali sarebbe costata moltissimo e non
avrebbe permesso la facile trasportabilità. Enti e
istituzioni interessate potranno ospitarla a costi
contenuti, con la garanzia di una qualità visiva ottima
che ormai l'informatica è in grado di garantire.
Notevole l'afflusso di visitatori, che non comprendono
solo melomani, ma anche molti studenti e appassionati
della storia e del costume di due secoli di vita
italiana.
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