Centro studi GIACOMO PUCCINI: Bollettino 2002-3


30 novembre 2002

DEPOSITATO IL RENDICONTO DELLA RICCA EREDITÀ

Il patrimonio di Puccini ultimo regalo agli italiani

Passano al demanio la villa di Viareggio, un conto
corrente di un milione di euro e i diritti d’autore



di Francesco Matteini

LUCCA. A 78 anni dalla morte, il grande compositore Giacomo Puccini è ancora in grado di offrire emozioni. Questa volta non sono le note della Manon, o della Turandot, o di Madama Butterfly a provocare un fremito, ma la notizia che l’eredità del maestro è stata donata allo Stato italiano. È stato il curatore Aldo Giarrizzo, esaurito il suo ruolo, a depositare al Tribunale di Milano il rendiconto finale della gestione del patrimonio, con la notizia del «dono» postumo dell’artista agli italiani.
Passa così in proprietà al demanio la bella villa di Viareggio, nel quartiere Marco Polo, dove il maestro trascorse gli ultimi anni di vita (Puccini si spense il 29 novembre del 1924 a causa di un cancro alla gola), che nel 1995 fu valutata tre miliardi e 878 milioni di lire; un conto corrente con circa un milione di euro; e, soprattutto, passano allo Stato i diritti d’autore sulle opere di Puccini che scadranno solo nel 2022.

«Per capire cosa significhi per lo Stato italiano questo aspetto della donazione - dice il curatore Giarrizzo - basti pensare che lo scorso anno sono entrati nel fondo dell’eredità 500 milioni di lire».
Ora la villa passerà sotto l’amministrazione del ministero per i Beni Culturali, che dovrà deciderne la destinazione. Giarrizzo ha suggerito di creare nella villa un museo pucciniano con un archivio su tutta l’opera del maestro. Un’ipotesi percorribile potrebbe prevedere la cessione dallo Stato al Comune di Viareggio dell’immobile, per una cifra simbolica, visto che fu proprio il Comune di Viareggio a donare al maestro il terreno su cui fu costruita la villa.
Il curatore ha chiesto anche l’interruzione della causa, iniziata nel 1999, in corso a Lucca tra la nipote del compositore, Simonetta Puccini, e il Comune di Lucca per la proprietà della casa natale del maestro che si trova in quel comune. La casa era stata assegnata in eredità a Simonetta Puccini nel 1995, insieme alla villa mausoleo di Torre del Lago, ma il Comune di Lucca aveva impugnato il provvedimento rivendicando l’usucapione dell’immobile.
Le traversie giudiziarie dell'eredità Puccini cominciarono nel 1979 alla morte di Rita Dell’Anna, moglie dell’unico figlio del maestro, Antonio Puccini. I beni passarono a Livio, il fratello di Rita. Alla sua morte, nel 1986, entrò in scena Aldo Giarrizzo, che rappresentava gli interessi dello Stato: a lui venne affidata la curatela dell'eredità. Intanto Simonetta Puccini vide riconosciuti i suoi diritti di figlia legittima di Antonio, il figlio di Puccini, e nel 1995 ottiene il diritto ad un terzo dell’eredità (anche se alcuni sostennero che alla donna sarebbe dovuto andare l'intero patrimonio, come unica erede legittima).
La già intricatissima vicenda visse un ulteriore momento di «passione» quando Pasquale Belladonna, maggiordomo di Livio Dell’Anna, il fratello della moglie del figlio del maestro, viene accusato di essersi impossessato di soldi e preziosi appartenenti al suo datore di lavoro. Accuse che poi sono cadute: il maggiordomo è stato prosciolto.