DEPOSITATO
IL RENDICONTO DELLA RICCA EREDITÀ
Il patrimonio di
Puccini ultimo regalo agli italiani
Passano al demanio la villa di Viareggio, un conto
corrente di un milione di euro e i diritti dautore
di Francesco Matteini
LUCCA. A 78 anni dalla morte, il grande
compositore Giacomo Puccini è ancora in grado di offrire
emozioni. Questa volta non sono le note della Manon,
o della Turandot, o di Madama Butterfly a
provocare un fremito, ma la notizia che leredità
del maestro è stata donata allo Stato italiano. È stato
il curatore Aldo Giarrizzo, esaurito il suo ruolo, a
depositare al Tribunale di Milano il rendiconto finale
della gestione del patrimonio, con la notizia del
«dono» postumo dellartista agli italiani.
Passa così in proprietà al demanio la bella villa di
Viareggio, nel quartiere Marco Polo, dove il maestro
trascorse gli ultimi anni di vita (Puccini si spense il
29 novembre del 1924 a causa di un cancro alla gola), che
nel 1995 fu valutata tre miliardi e 878 milioni di lire;
un conto corrente con circa un milione di euro; e,
soprattutto, passano allo Stato i diritti dautore
sulle opere di Puccini che scadranno solo nel 2022.
«Per capire cosa significhi per lo
Stato italiano questo aspetto della donazione - dice il
curatore Giarrizzo - basti pensare che lo scorso anno
sono entrati nel fondo delleredità 500 milioni di
lire».
Ora la villa passerà sotto lamministrazione del
ministero per i Beni Culturali, che dovrà deciderne la
destinazione. Giarrizzo ha suggerito di creare nella
villa un museo pucciniano con un archivio su tutta lopera
del maestro. Unipotesi percorribile potrebbe
prevedere la cessione dallo Stato al Comune di Viareggio
dellimmobile, per una cifra simbolica, visto che fu
proprio il Comune di Viareggio a donare al maestro il
terreno su cui fu costruita la villa.
Il curatore ha chiesto anche linterruzione della
causa, iniziata nel 1999, in corso a Lucca tra la nipote
del compositore, Simonetta Puccini, e il Comune di Lucca
per la proprietà della casa natale del maestro che si
trova in quel comune. La casa era stata assegnata in
eredità a Simonetta Puccini nel 1995, insieme alla villa
mausoleo di Torre del Lago, ma il Comune di Lucca aveva
impugnato il provvedimento rivendicando lusucapione
dellimmobile.
Le traversie giudiziarie dell'eredità Puccini
cominciarono nel 1979 alla morte di Rita DellAnna,
moglie dellunico figlio del maestro, Antonio
Puccini. I beni passarono a Livio, il fratello di Rita.
Alla sua morte, nel 1986, entrò in scena Aldo Giarrizzo,
che rappresentava gli interessi dello Stato: a lui venne
affidata la curatela dell'eredità. Intanto Simonetta
Puccini vide riconosciuti i suoi diritti di figlia
legittima di Antonio, il figlio di Puccini, e nel 1995
ottiene il diritto ad un terzo delleredità (anche
se alcuni sostennero che alla donna sarebbe dovuto andare
l'intero patrimonio, come unica erede legittima).
La già intricatissima vicenda visse un ulteriore momento
di «passione» quando Pasquale Belladonna, maggiordomo
di Livio DellAnna, il fratello della moglie del
figlio del maestro, viene accusato di essersi
impossessato di soldi e preziosi appartenenti al suo
datore di lavoro. Accuse che poi sono cadute: il
maggiordomo è stato prosciolto.
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