Lucca



Casa natale

Lucca può vantare una tradizione musicale che non ha molti eguali, ed enumerare compositori come - per citarne solo alcuni - Nicolao Dorati, Cristoforo Malvezzi, Gioseffo Guami, Giovanni Lorenzo Gregori, Francesco Barsanti, Francesco Geminiani, Filippo Manfredi, Luigi Boccherini, Alfredo Catalani e Giacomo Puccini. È probabile che la ricchezza di questa tradizione derivi dal fatto che, essendo stata Lucca capitale di uno stato indipendente - anche se piccolo - fino al 1847, gli eventi musicali erano considerati almeno un importante ornamento della vita politica e sociale. Alla quantità e alla qualità degli eventi musicali si accompagnò sempre un'attenzione particolare per l'istruzione musicale, che culminò nel 1842 con la definitiva organizzazione di un Istituto Musicale.
Terra di musicisti, dunque, ma certamente nessun altro è amato e conosciuto come Giacomo Puccini. Nei teatri di tutto il mondo trionfano Manon Lescaut, La bohème, Tosca, Madama Butterfly, La fanciulla del West, Il Trittico, Turandot e il riconoscimento della grandezza della sua musica è pressoché unanime.
Il 22 dicembre 1858, nelle prime ore della notte, Giacomo Puccini nasceva a Lucca, nella casa di corte S.Lorenzo. Fu battezzato il giorno successivo, al fonte battesimale dei SS.Giovanni e Reparata, con i nomi di Giacomo Antonio Domenico Michele Secondo Maria. Era infatti l'ultimo musicista di una singolare dinastia che in un arco temporale di un secolo e mezzo aveva dominato la vita musicale lucchese. Questa la discendenza diretta: Giacomo senior (Celle dei Puccini, 1712 - Lucca, 1781), Antonio (Lucca, 1747 - ivi, 1832), Domenico (Lucca, 1772 - ivi,1815), Michele (Lucca, 1813 - ivi, 1864), Giacomo (Lucca, 1858 - Bruxelles, 1924). Si può quindi veramente affermare che Giacomo Puccini compendia in sé, oltre all'eredità familiare, anche la gloriosa tradizione musicale lucchese.
Al momento della sua nascita abitavano la casa i genitori, Michele e Albina Magi, la nonna Angela Cerù, le sorelle Otilia, Tomaide (la terza nata, Temi, aveva vissuto meno di un anno), Maria Nitteti e Iginia, e una 'serva'. Un anno dopo nascerà l'altra sorella Ramelde, sarà assunta un'altra 'serva', e più avanti nasceranno ancora Macrina e infine, dopo la morte del padre, Domenico Michele (Lucca, 1864 - Rio de Janeiro, 1891) anch'egli musicista. Giacomo, rimasto presto orfano di padre, visse in questa casa gli anni dell'infanzia e della prima giovinezza, prima del trasferimento a Milano per proseguire gli studi. Restò sempre legato ai ricordi che lo legavano alla sua casa natale e si adoperò, quando le condizioni economiche glielo consentirono, affinché rimanesse di proprietà della famiglia.
La famiglia Puccini, che nella prima metà del XVIII secolo si era stabilita a Lucca in un'abitazione posta in via Pozzotorelli, l'odierna via Vittorio Veneto, si era trasferita in corte S. Lorenzo intorno al 1815, poco dopo la morte improvvisa e prematura di Domenico, nonno di Giacomo e pregevole operista. Aveva voluto così la giovane vedova, Angela Cerù, per riavvicinarsi alla sua famiglia d'origine, che abitava nello stesso stabile. La famiglia Cerù - in particolare Nicolao, cugino del padre Michele - svolgerà un ruolo importante nella formazione di Giacomo.
L'appartamento, piuttosto grande ma appena sufficiente per una famiglia numerosa come quella di Giacomo (in cui tutti, almeno il padre e i figli, facevano musica) aveva, come oggi, due ingressi sul medesimo pianerottolo, come testimonia una lettera del 1817 di Antonio, bisnonno di Giacomo. La suddivisione degli ambienti è stata riportata, all'epoca dell'apertura del Museo, a quella originale.
Oggi la casa natale di Giacomo Puccini custodisce oggetti a lui appartenuti: mobili di famiglia, un cappotto, preziose onorificenze che testimoniano gli straordinari successi ottenuti dal compositore in tutto il mondo. Sono anche esposti: autografi di importanti composizioni giovanili, la Messa a
4 voci (1880) e il Capriccio sinfonico (1883), una ricca collezione di lettere scritte e ricevute dal compositore tra il 1889 e il 1915 (destinatari e mittenti: la moglie Elvira, il figlio Antonio, Giulio Ricordi), e una serie di emozionanti testimonianze degli ultimi momenti di vita del compositore, che - a causa dell'operazione subita per l'asportazione del tumore alla gola - comunicava solo tramite brevi messaggi scritti. L'ultima opera, Turandot - la cui composizione fu interrotta appunto dalla morte dell'autore a Bruxelles, il 29 novembre 1924 - è evocata dalla presenza del pianoforte Steinway su cui l'opera fu composta, nella villa di Viareggio (una fotografia ritrae Puccini proprio davanti a questo strumento, con il figlio Antonio), e dallo splendido costume di scena per il II atto, donato alla Fondazione Puccini dalla celebre cantante Maria Jeritza, a ricordo del primo allestimento dell'opera al Metropolitan Opera House di New York, nel 1926. Il costume realizza il disegno studiato da Brunelleschi per la prima assoluta, poi sostituito da quello di Caramba.
Si possono infine ammirare alcuni bei quadri, come i pregevoli
ritratti di Giacomo Puccini senior e di sua moglie Angela Piccinini, eseguiti da un importante pittore lucchese, Giovanni Domenico Lombardi detto 'L'omino', in occasione delle loro nozze; come il ritratto di Antonio Puccini, probabilmente una copia d'epoca dell'originale custodito presso il Civico Museo Bibliografico Musicale di Bologna; od anche una testimonianza come lo Stemma della famiglia, che il compositore non era disposto a lasciare in casa di altri parenti; infine come lo stupendo ritratto di Giacomo Puccini, opera di Leonetto Cappiello, con dedica "A Giacomo Puccini con grande ammirazione e vera amicizia" e data "Paris, 11 gennaio 1899".
Sul muro esterno della casa, lungo via Di Poggio, si può vedere una lapide celebrativa, che reca questa iscrizione:

Da una lunga progenie di musici
Degni della viva tradizione patria
Qui nacque il 22 Dicembre 1858
GIACOMO PUCCINI
Che alle nuove voci di vita
Accordò note argute di verità e leggiadria
Riaffermando con le schiette agili forme
La nazionalità dell'arte
Nel suo primato di gloria nel mondo

---------------

La città orgogliosa di lui
Nel trigesimo della morte
29 Dicembre 1924.

INDICE | SUCC.



© Tutti i diritti Riservati, - Lucense SCpA Luglio 1997