| Istituto
Musicale
Lucca ha un suo Istituto
Musicale dal 1842, anno a cui si fa risalire la sua
definitiva istituzione ad opera di Giovanni Pacini, con
la protezione e il consenso del Duca Carlo Lodovico.
Michele Puccini, il padre di Giacomo, dal 1843 in avanti
vi aveva svolto varie funzioni e ricoperto varie
cattedre, fino ad esserne dal 1862 Direttore, oltre che
insegnante di Contrappunto e Composizione. Si può ben
dire che, quando il giovane Giacomo divenne allievo
dell'Istituto (1871), l'impronta data da suo padre (morto
nel 1864) alla scuola era ancora molto forte: oltretutto
gli insegnanti di quel primo anno, Fortunato Magi (di
armonia) e Carlo Angeloni (di armonia teorica e
vocalizzo), erano stati allievi di Michele. Negli anni
seguenti, fino al conseguimento del diploma in
composizione (1880), Giacomo frequenterà anche altri
corsi: pianoforte e organo, composizione e contrappunto.
Di Giacomo Puccini l'Istituto Musicale
"L.Boccherini" (allora "G. Pacini")
conserva molte memorie: il pianoforte e l'armonium su cui
prendeva lezioni, una preziosa raccolta di composizioni
giovanili (autografe e copie), alcuni curiosi quaderni di
appunti usati al Conservatorio di Milano (dove Puccini,
dal 1880 al 1883, seguì un corso di perfezionamento).
L'Istituto possiede anche gran parte delle composizioni
di tutti gli antenati di Giacomo, che generosamente ne
fece "dono all'archivio musicale dell'Istituto
Pacini ... volendo che detta musica sia al sicuro e sotto
una salvaguardia vigile".
L'Istituto Musicale
"G.Pacini", negli anni in cui lo frequentava
Puccini, aveva sede in piazza S. Maria Forisportam, nei
locali dell'antico monastero annesso alla
Chiesa, oggi
sede della scuola elementare "G.Pascoli". Nella
sala di quell'Istituto Giacomo Puccini si esibì già nel
1876 come pianista accompagnatore di un violinista,
all'armonium per la Salve regina dell'amico Carlo
Carignani (della cui collaborazione musicale si servirà
negli anni futuri); nell'aprile 1877 l'esecuzione di un
suo Mottetto per baritono, coro e orchestra fu
salutata, su un giornale locale, come prova sicura del
suo talento, citando un proverbio: "i figli dei
gatti prendono i topi"!
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