Descrizione del progetto.
Dal 2001 il Centro studi GIACOMO PUCCINI dedica sistematicamente una parte
della sua attività di ricerca alla realizzazione
scenica delle opere pucciniane. Il lavoro è iniziato
dal censimento delle fonti epistolari che
testimoniano il coinvolgimento di Puccini nelle messe
in scena delle sue opere e dallo studio della prima
(e unica) Disposizione scenica dell’opera
«Manon Lescaut» (*PDF), pubblicata da Ricordi nel 1893 in
una serie prodotta sulla scia degli analoghi livrets
de mise en scène, divenuti una consuetudine in
Francia a partire dal secondo ventennio dell’Ottocento.
All’incontro decisivo di Puccini con la tradizione
drammaturgica francese in occasione della ripresa della
Bohème all’Opéra Comique nel 1898 e alla
collaborazione con il régisseur Albert Carré
si devono i successivi livrets de mise en scène
delle sue opere. Oltre a La bohème, la serie
comprende i livrets di Tosca (Parigi
1903, un allestimento che rimase in repertorio per
molti decenni) e di Madame Butterfly (Parigi
1906, quando il confronto con un autentico teatro di
regia contribuì al perfezionamento dell’idea
drammatica e della forma musicale del finale dell’opera;
cfr. MICHELE GIRARDI, Puccini: His International Art,
Chicago-London, The University of Chicago Press, 20022,
pp. 247-258). Gli autografi di Albert Carré sono
conservati negli archivi parigini. A questi va
aggiunto il livret de La fanciulla
del West («La Fille du West» […] Mise
en scène de Monsieur Jules Speck, Régisseur de la
scène du Metropolitan Opéra, New-York, Paris,
Ricordi, s. d. [1911 ca.]), prodotto probabilmente in
vista della ripresa dell’opera nel marzo 1912 a
Monte Carlo: per la prossimità cronologica e la
responsabilità autoriale del regista del
Metropolitan Theatre potrebbe dar conto dell’allestimento
della prima assoluta di New York, alla quale
contribuì anche l’autore del dramma originale,
nonché regista, David Belasco.