«Linsolita forma»
Strutture e
processi analitici per lopera italiana
nellepoca di Puccini
Atti del Convegno internazionale di studi
Lucca, 20-21 settembre 2001
dedicati a Harold S. Powers
Dopo la celebrazione di Tosca nel
2000 (cfr. «Studi pucciniani» 2), il comitato
scientifico del Centro studi GIACOMO PUCCINI ha programmato nel settembre 2001 un
Convegno per approfondire lindagine delle forme
dellopera ai tempi dellaffermazione di
Giacomo Puccini, e in particolare per verificare il
rapporto che, in una fase di transizione come il fin
de siècle, intercorre tra la grande tradizione del
melodramma e i nuovi statuti formali che si delineano
negli anni Ottanta dellOttocento.
Allepoca nessuno ebbe dubbi sul ruolo da
protagonista che Harold S. Powers ha rivestito, per
decenni, nella messa a punto di ogni analisi in questo
campo: tra laltro, a lui si deve la prima
elaborazione di una delle conquiste più importanti nel
campo dellanalisi delle forme dellopera, la
cosiddetta «solita forma», categoria rivelatasi molto
fruttuosa per linterpretazione del teatro verdiano.
Per questo nel 2001 il comitato scientifico del Convegno
lo invitò a tenere la prolusione dei lavori e per questo
ora il comitato scientifico e il consiglio direttivo del
Centro studi GIACOMO PUCCINI hanno deliberato, allunanimità,
di dedicargli la pubblicazione degli esiti dei lavori di
quellincontro di studio.
Ledizione di questo volume di Atti giunge con
qualche mese di ritardo allappuntamento del
settantacinquesimo compleanno di questo prezioso Maestro
di scienza e di vita. Resta la fragranza del dono,
chè frutto dellammirazione che tutti
nutriamo per un grande tenore degli studi
musicologici, che con lacume, la pazienza e,
soprattutto, lumiltà che solo un vero Maestro
possiede, ci ha rivelato tanti segreti dellarte che
ci accomuna nella passione. Un Maestro fecondo, che
ancora serba sorprese, come si può constatare dal
contributo a questo volume, un Do di petto in stile
antico: le mille esche che lancia sono il segno di una
vitalità intellettuale che, ancora, non conosce confini.
Thanks, Harry!
Virgilio
Bernardoni, Michele Girardi, Arthur Groos
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| Editorial /
Editoriale |
5 |
| Harold
S. Powers, Form and Formula |
13
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PARTE PRIMA: Il contesto
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| ADRIANA GUARNIERI, Percezione di qualità
formali nellopera del tempo di Puccini e
teoria della Gestalt |
33 |
| STEVEN HUEBNER, Thematic Recall in Late
Nineteenth-Century Opera |
79 |
| JÜRGEN MAEHDER, «La giusta prospettiva
dellorchestra». Grundlagen der
Orchesterbehandlung bei den Komponisten der
giovane scuola |
107
|
| PETER ROSS, Die multidimensionale
Szenenstruktur in der italienischen Oper am Ende
des 19. Jahrhunderts |
153
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PARTE
SECONDA: Il
canone
pucciniano
|
| DAVID ROSEN, «La solita forma» in
Puccinis operas? |
181 |
| GIORGIO PAGANNONE, Puccini e la melodia
ottocentesca. Leffetto barform |
203 |
PARTE TERZA: Forma e
drammaturgia nelle opere di Puccini
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| GUIDO PADUANO, «Dubita di Dio».
Drammaturgia delle Villi |
229 |
| JAMES HEPOKOSKI, Structure, Implication, and
the End of Suor Angelica |
243 |
| MARCELLO CONATI, Il tabarro ovvero la
solita insolita forma |
267 |
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| Indice dei
nomi |
285 |
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