Centro studi GIACOMO PUCCINI
«Studi pucciniani» 3, 2004
a cura di Virgilio Bernardoni, Michele Girardi, Arthur Groos

 

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aggiornamento: 21 giugno 2006 (MG)


«L’insolita forma»
Strutture e processi analitici per l’opera italiana nell’epoca di Puccini

Atti del Convegno internazionale di studi
Lucca, 20-21 settembre 2001
dedicati a Harold S. Powers

Editoriale

Dopo la celebrazione di Tosca nel 2000 (cfr. «Studi pucciniani» 2), il comitato scientifico del Centro studi GIACOMO PUCCINI ha programmato nel settembre 2001 un Convegno per approfondire l’indagine delle forme dell’opera ai tempi dell’affermazione di Giacomo Puccini, e in particolare per verificare il rapporto che, in una fase di transizione come il fin de siècle, intercorre tra la grande tradizione del melodramma e i nuovi statuti formali che si delineano negli anni Ottanta dell’Ottocento.
All’epoca nessuno ebbe dubbi sul ruolo da protagonista che Harold S. Powers ha rivestito, per decenni, nella messa a punto di ogni analisi in questo campo: tra l’altro, a lui si deve la prima elaborazione di una delle conquiste più importanti nel campo dell’analisi delle forme dell’opera, la cosiddetta «solita forma», categoria rivelatasi molto fruttuosa per l’interpretazione del teatro verdiano. Per questo nel 2001 il comitato scientifico del Convegno lo invitò a tenere la prolusione dei lavori e per questo ora il comitato scientifico e il consiglio direttivo del Centro studi G
IACOMO PUCCINI hanno deliberato, all’unanimità, di dedicargli la pubblicazione degli esiti dei lavori di quell’incontro di studio.
L’edizione di questo volume di Atti giunge con qualche mese di ritardo all’appuntamento del settantacinquesimo compleanno di questo prezioso Maestro di scienza e di vita. Resta la fragranza del dono, ch’è frutto dell’ammirazione che tutti nutriamo per un grande ‘tenore’ degli studi musicologici, che con l’acume, la pazienza e, soprattutto, l’umiltà che solo un vero Maestro possiede, ci ha rivelato tanti segreti dell’arte che ci accomuna nella passione. Un Maestro fecondo, che ancora serba sorprese, come si può constatare dal contributo a questo volume, un Do di petto in stile antico: le mille esche che lancia sono il segno di una vitalità intellettuale che, ancora, non conosce confini.
Thanks, Harry!

Virgilio Bernardoni, Michele Girardi, Arthur Groos

Indice

   
Editorial / Editoriale 5
Harold S. Powers, Form and Formula

13


PARTE PRIMA: Il contesto

ADRIANA GUARNIERI, Percezione di qualità formali nell’opera del tempo di Puccini e teoria della Gestalt 33
STEVEN HUEBNER, Thematic Recall in Late Nineteenth-Century Opera 79
JÜRGEN MAEHDER, «La giusta prospettiva dell’orchestra». Grundlagen der Orchesterbehandlung bei den Komponisten der ‘giovane scuola’

107

PETER ROSS, Die multidimensionale Szenenstruktur in der italienischen Oper am Ende des 19. Jahrhunderts

153


PARTE SECONDA: Il canone pucciniano

DAVID ROSEN, «La solita forma» in Puccini’s operas? 181
GIORGIO PAGANNONE, Puccini e la melodia ottocentesca. L’effetto ‘barform’ 203


PARTE TERZA: Forma e drammaturgia nelle opere di Puccini

 
GUIDO PADUANO, «Dubita di Dio». Drammaturgia delle Villi 229
JAMES HEPOKOSKI, Structure, Implication, and the End of Suor Angelica 243
MARCELLO CONATI, Il tabarro ovvero la ‘solita’ insolita forma 267
   
Indice dei nomi 285

Si legga la recensione di Fabrizio Della Seta («Il giornale della musica», XX/209, novembre 2004, p. 24)

 

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