Centro Studi Giacomo Puccini

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1891.05.23.a


Destinatario: Elvira Bonturi, Firenze

[Lucca, 23 maggio 1891]

Lettera di quattro facciate con busta
indirizzo:

Siga Elvira Gemignani
Via Por S. Maria 14
Firenze


timbro postale di partenza: Lucca 23 5 – 91 1 S
timbro postale di arrivo: Firenze 23 5 – 91 5 – 8

Autografo: I–Lmp
Pubblicazione: parziale in inglese
Marek, pp. 84–5; Carner, p. 254
Trascrizione: dall'autografo
Datazione: la datazione della lettera si ricava dall'indicazione del giorno – "sabato" – e dai timbri postali

 

Cara Elvira,

ore 9 1/2
di mattina
sabato

sono in camicia, ti scrivo subito perché tu riceva questa mia in giornata. È tutta una calunnia vile il discorso di Prinot1 figurati che quando detti le famose lettere a Prinot piangevo come un bimbo e questo te lo sai, se non ti avessi voluto bene, mi sarebbe dispiaciuto così a darti il colpo?
Sono discorsi suoi da discorsi magari del Carignani, Prinot stufo lui della sua mi diceva sempre e mi consigliava di finirla con te, io posso aver risposto: (può darsi) son cose che col tempo si accomodano, speriamo nel tempo che è galantuomo – io per me all'Elvira non darò mai un colpo simile se lei si scorda di me allora è un'altro par di maniche – di certo l'esser libero è una bella cosa etc forse questi discorsi li avrò fatti, per spavalderia, per bello spirito, sai benissimo che quando si è fra uomini se ne dice tante, ma da questo ad affermare che io ho questa ferma idea di tradirti ci corre
ti assicuro Elvira mia che tutto ciò è falso falsissimo –
Dunque calmati e credi al tuo topisio2, che ti vuole e ti ha voluto tanto bene.
A noi ora: a Lucca levatelo pure dalla testa non ci puoi venire tu sapessi che direbbero che farebbero, fra tutti i miei e i parenti suoi e la cittadinanza intera! Dunque di venire te a Lucca è una cosa impossibile mi costringeresti ad andarmene sul momento per non trovarmi a storie serie che ci nuocerebbero assai se tu andassi con tua madre3 tanto e tanto! ma anche lì sarebbe un brutto affare – in questi pochi giorni ho capito in che paese siamo –
Per carità non mi dar dispiaceri, pazienta. se viareggio è impossibile per te non ci andrò neppure io – Io non so consigliarti niente perché l'affare è molto imbrogliato
ti accludo le 5 lire
mi logro4 come una candela per te e per la giornata d'oggi per saper l'arrivo di Bambacini – –
è un gran pasticcio!
Ho da lavorare e tanto lo sai e dal mio lavoro dipende tutto –5 e non ho la quiete che mi bisogna
per carità topisia pensa a me e fa' il sagrifizio di esser calma e star al tuo posto – non temer di me io sono e sarò sempre il tuo topisio d'amore e verrà tempo che saremo quieti e felici – vado ora da Giannini dopo (stasera ti riscrivo –
addio [...]6

1. O Prinoti.

2. I nomignoli Topisio e Topisia compaiono nelle lettere di Giacomo ed Elvira nei momenti migliori.

3. Maria Torre.

4. Il verbo "lograre" è un lucchesismo per 'logorare, struggere, consumare, delle cose che finiscono a poco a poco'.

5. Puccini aveva già strumentato il primo atto di Manon Lescaut, ma mancava ancora molto della composizione.

6. Alcune parole illeggibili.

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Data: Maggio 2003.  Autore: Giacomo Puccini.
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